dove andare in danimarca quando sei morto

Un giorno capita che ti svegli e ti rendi improvvisamente conto di essere morto. Hai delle stupende borse di coccodrillo sotto gli occhi, i denti si muovono al ritmo dei clacson in doppia fila, i capelli sono completamente da rifare e guardando il dentifricio in bagno, capisci che probabilmente un superstite ancora c’è. Nel tubetto, infatti, si conserva ancora una flebile speranza di pasta, quella da stritolare con molta forza nell’auspicio che, prima o poi, qualcosa esca. Dopotutto il tuo spazzolino ci crede, tu ci credi e inizia a crederci un po’ anche la tua vicina di casa che oggi ha lasciato la radio accesa ed è di buon umore, che indossa un maglioncino colorato e ha capito che le emozioni possono anche essere gestite, i suoi occhiali infatti si appannano solo quando è leggermente imbarazzata, quando chiama un ristorante per prenotare, quando legge un giornale e non capisce perché il futsby miba sia sempre così vulnerabile, alla fine penserà che loro due non sono poi così diversi. Ma d’altronde tu cosa ne vuoi sapere, sono anni che non sai più distinguere i giorni della settimana, ma non sei depresso, sei solo immorale, nel senso che non perdi neanche più tempo a farti le morali, le condanne o a sentirti in colpa. Così ti trascini in cucina, il pavimento è freddo, un po’ come il tuo stato d’animo negli ultimi tempi, ti dicono “sei freddo” ma poi cosa vuol dire essere caldi, è una distinzione incerta, come i politici che continuano a definire il proprio elettorato “brave persone” o le mamme che per giustificare i propri figli maleducati ti guardano, allargano le spalle e con un sorriso da suore laiche esclamano: “Ma sono solo dei bambini.” Allora decidi di preparare il caffè, di ascoltare Alan Sorrenti e di prenotare un volo per Copenaghen. È lì che si va quando si è morti, te l’hanno sempre detto tutti, non ricordi chi, non ricordi quando, ma sono cose che sai, dopotutto un morto certe cose le sente.  Ed è effettivamente vero, è in Danimarca che si va dopo la vita, ma non è una metafora retorica sul paradiso, purgatorio o inferno, è una sensazione che hai nella pancia sin da quando eri bambino e poi stranamente i voli hanno orari comodi, valigie da imbarcare sempre più piccole e meno pesanti, che poi quant’è che si pesa da morti? Che metabolismo si ha? Che assicurazione bisogna scegliere? 

Tu parti, prendi il volo e decidi di toccare Copenaghen solo per poco, solo per salire su un altro piccolo aereo della durata di 20 minuti e andare su un’isola di cui hai tanto sentito parlare e che ti sei persino giocato in modo brillante in qualche aperitivo: Bornholm, la Capri del nord. Una volta atterrato, capisci sin da subito che chi ha dato questa definizione probabilmente non è mai stato a Capri o ancora più probabilmente era sotto l’effetto di droghe sintetiche, ma poco importa, sei a Bornholm e tutto è finalmente chiaro.

La prima tappa è Rønne, la città più grande del posto e questo fa molto ridere, perché è un piccolo centro, una sorta di Buccinasco graziosa per intenderci, così graziosa da sembrare una cartolina, così Buccinasco che gli abitanti si salutano tutti. È un paese fatto di casette basse, mattoncini, negozi di design, ristoranti vista mare, infradito di gomma, gonne a righe, maglie a righe, felpe a righe. E poi ci sei tu, con la tua voglia di fumare una sigaretta, tanto che importa, una, due, cento, non fa più differenza. Ci sei tu e la tua auto a noleggio, così pulita che non l’hai vista mai, neanche al concessionario, dopotutto questo è il nord Europa, accarezzi il suo volante morbido, cerchi una stazione radio decente, di solito combacia con una canzone degli Abba, e poi parti, spingi sull’acceleratore ma… in realtà il viaggio è fin troppo breve, sì perché l’isola da punta a punta dista circa due ore di strada. Questa cosa però ti gasa e mentre provi a rispettare il limite di 50 chilometri orari, passi davanti a grandi praterie, a grandi uomini e donne maturi, si muovono in bicicletta, sorridono, sono felici, hanno tutine aderenti e grandi idee sul loro futuro. Passi davanti ad almeno tre fattorie, ad una pizzeria e a un clima così equilibrato da aver reso l’isola la culla della cucina gourmet danese. 

Infatti a Bornholm, sin dagli anni 90’, gli abitanti si sono messi tutti a coltivare qualcosa: verdure, spezie, bacche e radici per fornire le materie prime necessarie a preparare piatti km 0. Tanto che proprio a Bornholm si possono trovare raffinate proposte culinarie ma soprattutto ristoranti stellati, come il primo locale degli chef Nicolai Nørregaard, Rasmus e Magnus Kofoed, il Kadeau, con tavoli vista Baltico e una casetta isolata sulla spiaggia dove poter digerire qualsiasi cosa: idee, pasti, voli pindarici, innamoramenti precoci e persino quelli che durano da una vita.  Anche se, la vera fortuna è che da morto puoi anche non dormire, oppure dormire dove vuoi e tu sai già dove andare: Eco Beach Camp, un luogo di una bellezza rara, un glamping in stile danese: tende sulla spiaggia, odore del legno che ti entra nelle vene e ti eccita come quello della benzina, ma soprattutto un piccolo chiosco che serve pane caldo e caffè nero e da dove è possibile ammirare gli ospiti fare yoga dall’alba al tramonto. Ecco, sei morto sì, ma adesso inizi a pensare che, forse, passare tre giorni qui può servire a farti rinascere, a scavare dentro di te a mani nude, come se stessi costruendo un castello di sabbia, come se non avessi mai fatto altro, come se stessi cercando una moneta. Dopotutto all’Eco, torni a meravigliarti di cose semplici e banali, come la luce del tramonto, che qui non è mai la stessa e che ti illumina i capelli rendendoli immortali, che illumina la sabbia anche quando inizia a diventare fredda, che illumina le lanterne poste fuori alle tende, che illumina Marcus e i suoi ricordi infantili. Infatti ogni danese ha un ricordo legato a Bornholm, per loro è come una Barletta o una Tropea, quei luoghi del sud Italia dove si andava quando finiva la scuola. 

È questo l’effetto che ti fa Bornholm, ti fa sentire vivo e ti dà la sensazione che niente può andare storto: l’acqua è gelida sì, ma chi se ne frega casomai i bagni dureranno di meno, le docce si fanno solo fuori, massì alla fine anche in Puglia, alla fine se potessi lo faresti sempre. Qui sei a Bornholm ed è sempre agosto, è sempre l’ora del pane e la musica, non si alza e non si abbassa. Qui sei a Bronholm e non vuoi altro, forse vorresti fermare il tempo, vorresti fermare l’auto, scattare una foto invisibile, parlare con qualche sconosciuto del perché non vi siete conosciuti prima, vorresti immortalare il suo porto che appare così lontano una volta seduti, vorresti assaggiare tutto anche se poi alla fine tutto sembra uguale. Qui sei a Bornholm, ma sei anche tornato alle tue estati adolescenziali, dove mare e balli di gruppo si fondevano in una linea perfetta da non interrompere mai, dove le biciclette non fanno rumore e l’odore dei pneumatici si fonde con il sole e va bene così. Sei a Bornholm e sei stranito, come può la montagna spostarsi in spiaggia? Come possono questi paesi nordici essere così esotici? Come puoi avere caldo, come puoi non averne bisogno ogni mese? Ora sai che non ti manca proprio niente e sai anche che la giornata può finalmente iniziare, i sospiri di sollievo si fanno più intensi al tuo tornare lentamente in vita e alla consapevolezza che qui, puoi tornarci quando vuoi. Bornholm è vicina, a poche ore da te, proprio da te che il nord alla fine un po’ ti appartiene anche se non lo capirai mai, anche se non ha l’ndujia, anche se Capri è Capri, e tu sei sempre così mattiniero scorbutico e privo di vita.

Dove dormire: 

  • Eco Beach Camp
  • Langebjerg, Pension og Spisested (Langebjergvej 7, 3770 Allinge)
  • Strandhotellet (Strandpromenaden 7, 3770 Allinge)
  • Melsted Badehotel (Melstedvej 27, DK – 3760 Gudhjem)
  • Sandkaas Badehotel (Tejnvej 52, 3770 Allinge)

Dove mangiare:

  • Restaurant Sommer (Allinge Havnegade, 3770 Allinge)
  • Restaurant Enbârt (Strandpromenaden 7, 3770 Allinge)
  • Nordlandet (Strandvejen 68, 3770 Allinge)
  • Kadeau (Baunevej 18, Vester Sømarken, 3720 Åkirkeby)
  • Tour Burger (Søndergade 2, 3740 Svaneke)
  • Cafè Norresan (Nørresand 10, 3760 Gudhjem)
  • Café Rosa (Skyttegænget 3, 3760 Gudhjem)
  • Coffee Creative (Sdr Hammer 14, 3730 Nexø)
  • Cafe Bay Frost (Strandstien 1A, 3740 Svaneke)
  • Basta Pizza (Strandpromenaden 20, 3770 Allinge)

Shop:

  • Gutemensch (Nordre Strandvej 4, 3730 Nexø)
  • Depotet Rønne (Stålegade 8, 3700 Rønne)
  • Sandkaas Strandbar (Gilbertstræde 10, 3770 Allinge)

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