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Milano ti amo, però porca tr**a

Lunedì

Non sai perché, non sai da cosa dipende, non sai di cosa hai voglia, eppure questa settimana ti apparirà infinita. Forse è tutta colpa di Novembre, forse è tutta colpa di quei panni che non si asciugano mai, forse è tutta colpa dei condomini senza ascensore; fatto sta che il tempo oggi sembra essersi fermato a Comasina. Così, lunedì, deciderai di passare i prossimi sette giorni seduto per terra e penserai che alla fine a terra non si sta così male. È una sorta di fede, riesci a guardarti meglio le scarpe, a percepire le vibrazioni e tutte quelle emozioni che cambiano così in fretta, quasi come il tempo di questa città, come l’altezza di tuo cugino, come i tuoi segreti. Lunedì capirai che con le spalle contro il divano si sta un gran bene, e forse questo è solo l’ultimo dei tanti paradossi che ti accompagnano e che ti porterai dietro per tutto il giorno. E forse è solo colpa delle prospettive che non ti fanno vedere le cose con obiettività. Dopotutto, hai la visiera sempre troppo vicina agli occhi e gli occhi vicini al cuore o a qualsiasi cosa lo possa influenzare: un pacco di biscotti, un’idea rivoluzionaria, una canzone che hai scritto sotto la doccia e che di certo non fa di te un cantante. Così, lunedì, fischietterai, e anche se l’hai sempre odiato, per un giorno ti andrà bene. Dopotutto, oggi sei solo l’ennesimo paradosso. Avanti, il prossimo.

Martedì

A Milano il martedì, non si diverte nessuno. Sarà che alla fine un po’ di nebbia è rimasta, sarà che le offerte stanno per cominciare, sarà che a Milano non c’è il mare. Martedì, Milano appare silenziosa, si nasconde dietro un’armonia gelida e campi di oratorio semi vuoti, si nasconde dietro dei sacchetti della spesa, sopra un binario umido, nei tuoi capelli. A Milano, il martedì, non c’è vita, è immobile, ma è bella così, è un cartone animato boemo che in fin dei conti ci diverte. A Milano, il martedì, basta poco per sentirsi meglio. Basta un volo pindarico, un cortile aperto, un souvenir che nessuno vuole. Tu sei lì, aspettando che martedì finisca, cercando alla fine un modo per non farlo finire mai.

Mercoledì

È da una vita che ti dimentichi le cose, ti dimentichi quasi tutto, eppure ce ne sono alcune che non dimentichi, solitamente le più inutili. Ti chiedi il perché succeda, ma questo non lo sai e non lo saprai mai. Così, mercoledì, durante la solita colazione ritardataria, ti verranno in mente ricordi che fondamentalmente non hanno poi così tanto peso, anzi, sono degli eterni e noiosi zero a zero, ma tu li ricordi lo stesso. Ti verrà in mente una canzone di Fausto Leali, una vecchia pubblicità, una poesia di Pignotti, una persona che ci è stata per così tanto poco nella tua vita che non sai neanche il giorno del suo compleanno. Ti verrà in mente un gelato che non ti hanno concesso, una giacca che non sai che fine ha fatto, le mille lire. Così sei finalmente pronto a cominciare la giornata, dopotutto, mercoledì è un giorno pari, e nei giorni pari, ogni tanto, succede qualcosa di buono. Magari un auto si fermerà sulle strisce, magari scriverai una lettera, magari ti innamorerai per un secondo di un passante, comprerai un pomodoro che ha finalmente sapore, magari smetterà di piovere. Magari.

Giovedì

È uno di quei giorni in cui non riesci a dare un senso alle cose che sono dentro di te, fuori dalla porta, tra lo zucchero e il sale. Confonderli non fa mai bene, però mischiare le carte in tavola, ogni tanto, può aiutare a rivalutare parecchie cose, nozioni, stanze. Così, giovedì, ti darai dei compiti da fare a casa: qual è la cosa più dolce che hai mai fatto? È la prossima che farai?

Venerdì

“Volevo essere un tuffatore con l’altezza sotto il naso ed il gonfio del costume / Volevo essere un tuffatore che si aggiusta e si prepara di bellezza non comune / Volevo essere un tuffatore per rinascere ogni giorno dall’acqua all’aria.” Con questi versi Flavio Giurato ci accompagna in questo venerdì, un giorno in cui ci si tuffa da altezze minime per arrivare in fondo alle cose o forse per navigarle e basta. Sta a te decidere quale opzione scegliere, l’importante è non dimenticarsi il costume.

Sabato

Il sabato mattina è sempre un po’ cringe, può capitare che inizi con un prevedibile mal di testa, può succedere che incominci con un pigiama spezzato o iniziare con scoperte clamorose, tipo una canzone di Celentano in cui il povero Adriano prova a rappare. Eppure, sabato, riesce a metterti ancora di buon umore, o perlomeno ci prova, almeno fino al tramonto quando inizi a sentire l’odore della domenica su molteplici cose e, ora che il freddo è sempre più un compagno di viaggio, provi anche a prendere in mano tutte quelle cose che avevi lasciato in disparte. Provi a cucinare dei biscotti, a riordinare casa, a chiamare tua madre. Provi a risolvere un dubbio esistenziale e a prenotare un ristorante in colpevole ritardo. Non sai ancora quale sarà l’eredità di questo sabato, ma di sicuro sai che Celentano non sarà mai il tuo rapper preferito.

Domenica

Le contraddizioni sono di chi ha voglia di contraddirsi. Cosa vuol dire? Che forse sei disposto a cambiare idea. Ecco, se non lo fai di domenica, quando? E infatti, domenica, ti ricorderai che la vita è difficile, ma non per chissà quale ragione disastrosa, ma semplicemente perché dovrai cambiare il copri piumone. È così che domenica capirai che la vita è realmente difficile, ma solo per le piccole cose: per l’acqua del tè che non si scalda mai del tutto, per la doccia che un giorno senza avvisare inizia a perdere, per te che non hai ancora imparato a vestirti e soffri il freddo o il caldo, o tutte e due. La vita è difficile quando hai finito il caffè, quando la lampadina si fulmina, quando lo yogurt ha dei pezzi di frutta. È difficile quando il tempo grigio ci porta via, quando ci pensi un po’ troppo, quando bruci il pane. La vita è difficile quando hai la memoria piena, quando è carnevale, quando non sei stato attento, quando i venerdì finiscono male. La vita è difficile quando smetti di raccontarla, quando non guardi in alto, quando non trovi le occasioni, quando non paghi la TARI. La vita è difficile ed è per questo che almeno la domenica devi renderla facile.


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