
Ci sono mattine in cui ti svegli e hai voglia di cambiare playlist, di provare un dentifricio nuovo, di caricare una foto su Instagram di qualche tempo fa, di ascoltare Battisti, che è un po’ che non lo facevi, ma di ascoltarlo ad alto volume, e per così tanto tempo che quasi te ne vergogni. Allora, sti cazzi, metti play e improvvisamente ti chiedi perché non lo ascolti tutti i giorni, poi sorridi notando che questo pensiero ogni tanto ti viene anche riguardo allo Spritz, un drink che ignori ma che, quando bevi, vorresti non smettere mai.
Ci sono mattine in cui hai voglia di legarti i capelli, stai bene e, anche se vuoi passare inosservata, un po’ ci speri che qualcuno lo noti. “Ma sai che così stai proprio bene?” “Grazie, ma è solo perché i miei capelli oggi erano un disastro,” sminuisci, ma sei contenta. Ci sono mattine in cui sei contenta e ti senti quasi in colpa, altre in cui sei triste e ti senti in colpa, e altre ancora in cui ti chiedono come stai e tu vorresti solo rispondere “boh”. Che non è necessariamente un sentimento negativo o positivo, è solo un “boh”, perché non lo sai davvero. E allora dici “boh” perché, alla fine, per annunciare di non sapere una cosa che non sai, ci vuole tanto coraggio.
Ci sono mattine in cui vorresti smettere di fumare, oppure in cui vorresti incominciare, una dietro l’altra, *pam pam pam*, come se stessi palleggiando contro Sinner. E sotto sotto penseresti anche che oggi una bella sigaretta ti farebbe bene, che sta vita gira tutta intorno al sesso, tutti a dire: “Quello sta nervoso perché non tromba mai” “La vedi lei? Eh, lei avrebbe proprio bisogno di una bella scopata” e ancora: “Se scopasse un po’ di più…” Tutti che sanno, tutti che risolvono, tutti che trombano. Tutto ‘sto mondo gira intorno a questo atto che ci fa sentire così lontani dalla guerra, dalla fame, dai biglietti del tram che inesorabilmente tendono ad aumentare. Ma subito dopo? Freddo, pigrizia, letto da rifare e allora… oggi è meglio una sigaretta o meglio smettere, che tanto, o prima o dopo, anche nel sesso, torna utile.
Ci sono mattine in cui ti svegli e hai voglia di provare qualcosa di nuovo, che ne so, tipo il tè con il latte. L’hai visto fare tante volte a Londra e proprio non te ne capaciti. Allora lo fai, ma non come colazione, sia chiaro, ma così… quasi a sdrammatizzare la mattinata, magari ti piace e non vorrai altro. Un po’ come quando porti tuo padre al giapponese, lui ti guarda, pensa con malinconia al filetto di Black Angus che ha in frigo e ti dice: “Massi, ma che ce frega… ma famo ‘sta pazzia”. Ma anche lui, un po’ come con il tè al latte, al ristorante asiatico non ci va mica per mangiare, lo fa quasi in modo goliardico, perché sul cibo non si scherza, infatti è da lui hai imparato a non andare mai, e dico mai, al giapponese a stomaco vuoto.
Ci sono mattine in cui vorresti tornare con i piedi sulla sabbia, con i piedi per terra, con i piedi sotto le coperte. In cui vorresti insabbiare i tuoi pensieri, indossarne qualcuno, indossare qualche verità assoluta, qualche cliché o inventarne di nuovi. Questo ti riesce sempre bene, no?
Ci sono mattine in cui ti manca il coraggio per avere più coraggio e smetterla di prenderti in giro, in cui vorresti dire la verità, riordinare casa e smettere di mangiare carne. E anche se le due cose sembrano scollegate, in realtà lo sono eccome. Ci sono mattine in cui vorresti avere una stretta di mano più dura, più sicura, e altre in cui non vorresti avere le mani affatto, troppi danni, troppe complicazioni, troppo difficile capire come indossarle quando non le usi. Le metti in tasca? Dietro la schiena? Le incroci? Troppo difficile.
Ci sono mattine in cui è martedì, ma anziché pensare che mancano ancora troppi giorni al weekend, bisognerebbe dirsi che è già passato un giorno dall’inizio della settimana. Perché le parole contano, e saperle usare al momento giusto può salvarti la vita, la settimana, la carriera, l’amore giusto. Buon già martedì e se volete sapere come andrà la settimana, posso rispondervi serenamente: BOH!
Cose da fare:
Scegliere. Questa settimana scegliamo, togliamoci questo sfizio. Scegliamo qualsiasi cosa utile, anche piccola. Scegliamo qualcosa di nuovo, anche irrilevante. Proviamo a cambiare scelta quando leggiamo il menu, scegliamo un posto dove vederci, una meta, una metà. Scegliamo, ché ci fa sentire liberi, in preda a noi stessi e più caldi, perché il freddo inizia a farsi sentire.
Cose da non fare:
Fermarsi. Non fermiamoci, anche se ne avremo voglia, e quando siamo stanchi proseguiamo, scopriamo, sentiamoci. Non fermiamoci, ché la pioggia potrebbe tornare.
Canzone della settimana:
Bar della settimana:

TIBERI BAR, BARCELLONA
Cliché della settimana:
“Se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da maometto.” Che questa frase almeno una volta ce la siamo sentiti dire credo sia quasi scontato, che ogni tanto torna utile ripetersela forse lo è meno. Ma chi glielo dice a Maometto che il problema non è arrivare dalla montagna quanto scalarla, dopotutto ogni tanto vorremmo proprio essere quel nostro amico purista che scala a mani nude, non fuma e quando viaggia compra cibo sano. Maomè, arriviamo!
Parola di Dio:
Durante le chiacchierate primaverili, tra un balcone e l’altro, mi è venuto il sospetto che il mio vicino di casa toscano sia Dio, e questa settimana Dio dice:
“Fabbrì, me vedi? Guardami bene, sono vecchio, l’ho capito l’altro giorno, quando non riuscivo ad alzarmi dalla poltrona e allora guardando la foto di mi madre, che è tra il ritratto di Gramsci e quello di Riganò, ho fatto un fioretto, mi son chiesto quale fosse la pù grande voglia che c’ho e senza pensarci troppo mi è stato subito chiaro: la motocicletta! Ecco per tornare a camminare e ad usare la motocicletta io smetterò di fumare la pipa. Guardami fabbri, so vecchio e senza pipa, so un vecchio stronzo, sì stronzo, stronzissimo proprio, perché I fioretti servono solo per ricordarci quanto siamo stronzi! Proprio delle grandi cacche, ma va bene così, lo sappiamo solo noi e quella sensazione di sapere una cosa solo noi ci garba tanto eh, so soddisfazioni quando pensi che sta cosa la sai solo tu, alcune donnine da giovane mi dicevano “nessuno ti conosce come me” ed io rispondevo “è proprio vero amore mio” ma nun era vero, nun era vero per niente, nessuno ci conosce, solo noi, per questo facciamo i fioretti. Adesso tu pensa a quanto sei stronzo, pensa a cosa vorresti e dimenticatene, ne riparliamo dopo, anzi mai, dimenticalo e resta giovane, resta giovane per sempre Fabbrì.”
Film della settimana:
Caterina va in città

Brand della settimana:
@C O | T E

