Disestetica

Se in questi giorni ci guardiamo allo specchio solo per toccarci la pancia allora siamo affetti anche noi dalla “Disestetica”, la patologia contemporanea che ci porta lontani, non solo dal contatto fisico e dalla socialità, ma anche dalla cura di noi stessi. “Disestetica” È la parola utilizzata per definire la crisi del contatto e il conseguente abbandono di un’estetica razionale e curata a discapito di un estetismo inconscio e trasandato, che ci spinge lentamente verso la dimensione primordiale dello scazzo. 

I sintomi sono spesso riconducibili a piccoli allarmi quotidiani: un abbigliamento protratto nel tempo, l‘utilizzo esclusivo delle vecchie t-shirt di tuo padre, l’irrefrenabile attrazione verso i pantaloni con l’elastico, felpe usate ad oltranza, calzini spaiati o abbinamenti vecchi di dieci anni, risate improvvise e prive di fondamenta, necessità intrinseca di superalcolici e di letture altissime, palpabile malinconia nei confronti di qualsiasi cosa anche delle di quelle più sgradevoli, alimentazione sana e ipocalorica contemporaneamente, carrellata di ricordi postati sulle proprie instagram stories, cracker usati come dessert, movimenti tantrici trascinati dentro casa, voglia di scoprire posture nuove, costante e asfissiante ricerca di originalità in qualsiasi cosa, citazioni di registi e scrittori del passato (con particolare attenzione verso Nanni Moretti, Woody Allen, Alda Merini e Dylan Dog). Il disturbo, inoltre, si sviluppa attraverso delle crisi di improvvisa e ingiustificata euforia in grado di tramutarsi in poco tempo in profonda depressione. 

La cura a questa disfunzione estetica, in attesa di un ritorno al contatto fisico e interpersonale, in attesa degli aperitivi e delle giacche indossate al coperto solo per non pagare il guardaroba, è data dalla soddisfazione e dal movimento di mente e corpo, in una parola: dalla musica. Infatti sarà proprio la musica, il movimento corporeo e le migrazioni celebrali ad aiutarci a soccombere alla Disestetica.

Per questo motivo i primi cicli di cure sono un’appurata ricerca di brani in grado di agevolare la guarigione e uno stato psicofisico precario. La prescrizione è valida solo sul canale Spotify di martealpianodisopra da utilizzare prima, dopo e durante i pasti muovendo il proprio corpo il più possibile (va bene anche l’ondeggiatura finta scoglionata utilizzata in discoteca). 

Disestica diventa così una “Concept Playlist” nonchè un invito terapeutico da consumare all’interno delle quattro mura di casa. 

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