Dio non sa più bestemmiare.

Piove, di nuovo, e le mie mani sono ancora stanche, mi rendo davvero conto che in quest’universo siamo del prurito piacevole sulla schiena, di quello che fa rumore, come una bocca che mangia fette biscottate nel pieno silenzio di una sala al primo piano, di quello che alleggerisce i secondi, di quello che porta a cena l’estasi. Oggi per sentirmi partecipe ho atteso a lungo il mio prudore a fine giornata, ma ahimè non si è presentato, così ho tolto le scarpe questa sera per non sporcar le lenzuola, ho tolto la testa per non affogare l’opinione, ho lavato bene le mani per non far soffrire una zanzara nel giorno della sua crocifissione.
Prima di tornare a casa ho letto la conversazione di una ragazza mora, ci ho trovato un mare di “ahaha” ma lei era più seria che mai, non rideva per niente, così ho pensato alla sua serietà tutto il viaggio e mi sono raccomandato con il signore di tornare a bestemmiare perché dio non sa più farlo.
Dio non sa più bestemmiare da quando è ingrassato, da quando quel settimo giorno ha creato i pranzi della domenica, di natale e di pasqua, da quando ha inventato le nonne, da quando non è riuscito ad abbracciare le immagini cruenti e forti del telegiornale, da quando ha pianto dopo il suo orgasmo, da quando si ritrova intrappolato in un complesso e non riesce più a digerire i polipi, non riesce più a far miracoli, ad intimorire gli altri negli stereotipi.

Dio non sa più bestemmiare da quando il suo analista l’ha chiamato “megalomane del cazzo” cosi la sua timidezza è prevalsa su tutto, anche sul suo cane, la sua timidezza non gli ha più permesso di mettersi in imbarazzo, non gli ha più permesso di scandalizzare i casti, di far amicizia giù al parco. Dio non sa più bestemmiare e non è più la stessa cosa adesso, non sa più ammettere gli errori da quando si è ritrovato inevitabilmente a dedicare la sua blasfemia ai punkabbsetia inferociti e ai fedeli fanatici, ai predicatori vergini e agli oroscopi corretti, alle curve ferite e a quelle mani essiccate dei figli del sud.

Dio non sa più bestemmiare perché non riesce a trovare un soggetto, non riesce più a scegliere. Così ora quando un cinese tocca il culo a una non cinese, significa che l’autunno è appena incominciato, e che tutte quelle volte in cui vi siete sentiti più leggeri invocando Dio, in una giornata storta o in un’apparente felicità avete solamente imprecato voi stessi.
Perciò quella sera, quando il mondo si è scosso, quando è incominciata ufficialmente la stagione, quando quella mano orientale ha palpato con tutte e cinque le dita quel sedere ariano, ho compreso che prima o poi ci sarà sempre qualcosa per cui doversi sentire in colpa, così guardando l’ora, facendo cadere per terra un bicchiere di vino ho incominciato a capire che tutte le mie conversazioni incominciano sempre nello stesso fottutissimo modo:
“ho cinque minuti di ritardo..”

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