Prosa semplice per piscine comunali.

Le cicche non scendono più, l’estate si sbaglia sempre. Si sbaglia con noi che ci addormentiamo alla guida, si sbaglia nei selfie scattati all’ombra, lontano dagli occhi indiscreti, si sbaglia nelle creme solari dei discount e nelle uscite per Marassi.
L’estate si sbaglia nel pronosticare i traslochi, si sbaglia con i capelli di Moreno e con le sue infradito vecchie che calpestano i cuori a Firenze, si sbaglia con le conchiglie che stonate vaneggiano musica.
L’estate  non si palesa più e si muore accartocciati in una siepe, tra il fruscio dei menù fissi ed un tovagliolo bagnato di sperma lasciato lì da un tossico non troppo abituale, da una vicina di casa prosperosa, da un tatuaggio sulle cosce. Intanto le scuse proseguono per dirigersi e spegnersi nella sera, svuotandosi nelle strategie del disamore e nel vetro del Disaronno, nelle colazioni al letto dei sabati pomeriggio, nei croissant tra le mutande, nelle sveglie con una canzone, nella storia di uno zio che rubando i meloni dai campi scriveva poesie con le nocciole e svaligiava contemporaneamente l’età e le rughe derubate agli anni bisestili.
Il sale si scioglie con l’acqua e le carezze si adattano con il caffè, le tovagliette continuano a sporcarsi di polpa al pomodoro ed il pensiero di vivere per davvero si scanna con le canottiere a righe, con l’afa e con l’unica volta che l’hai fatto realmente, ma non te lo ricordi.
Così nell’odore sintetico dei costumi interi ti cerco per  ricordare i lati della tua pelle immuni all’abbronzatura, i filtri di carta, il biancore tenuto nascosto, la sabbia sotto al cuscino.  L’estate si ricicla ancora ed il gelato d’asporto va e viene un po’ come noi, un po’ come le stagioni ed il definitivo che non è mai definito, l’estate si risveglia con la bava alla bocca e la gola secca, con l’hennè consumato, tra le cuffiette dei calvi e nelle zone limitrofe al fuso orario dove siamo rimasti, nei grissini abbandonati in auto e nell’acrobazie di un bagnino grasso.
La prosa semplice non ha memoria ma è utile a tutti, anche a coloro che la usano come coperta e ai senza tetto che finiscono per cercarsi solo quando sono arrapati.
L’estate ogni tanto ,un po’ come tutti, prova a cambiare destinazione e a tornare a quella precedente, spegne Il navigatore che non sbaglia più e la luce che ci lascia sempre.

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