Cinque Ore.

Ho perso l’orientamento in tutti quei segnali di fumo provenienti dalle bocche degli sconosciuti, che nel mostrare ormai un arte antica si sono persino dimenticati di presentarsi.
Mi sono smarrito in quell’odore di detersivo proveniente da tutte quelle labbra disegnate di rosso, che nel sentirsi invincibili hanno persino perso l’orologio dentro l’appartamento.
Mi sono perso in quel bianco sporcato dal vino, in quella catastrofe annunciata dai telegiornali, mi sono perso nelle giacche di pelle dei bikers quarantenni, mi sono perso nelle lampadine gialle che riflettono sulla strada. In tutta questa confusione mi sono ritrovato all’interno di un vestito verde, ho visto l’alba tre volte ma non ci ho trovato niente, se non la melodia di un pianoforte all’interno di un tendone abbandonato, dove il musicista, già vedovo prima del mio arrivo, è un papavero che finge di essere di un altro colore solo per fare colpo sulle stelle cadenti.
Avvicinandosi e offrendomi da bere, mi sono rivisto in fondo ad un bicchierino da compagnia, con un capello molto grande e un gemello che sicuramente non era figlio a nessuno, così ora ho di nuovo freddo e me ne vergogno.
Adesso ho il naso sporco di una fotografia andata perduta, ho il sangue addosso ma non importa, oggi è festa, così chiudo gli occhi e ballo con un papavero in crisi d’identità la musica proveniente dal tendone, è festa e le fisarmoniche suonano sempre come in primavera melodie nuove, suonano balli popolari, è festa e mi sembra di essere tornato nella mia assonanza, laddove una camicia sudata violenta un sentimento per paura dei giudizi.
Probabilmente è questa l’abitudine, nessuno merita un suo simile, nessuno è ancora pronto a pulire gli arcobaleni nell’appartamento, almeno sino a quando loro non riusciranno a ripulire noi stessi, dalle sensazioni evasive fuori controllo; così reali e belle solo dopo la mezzanotte, solo per cinque ore, in cui non esiste niente se non una signorina che accetta di danzare con uno sconosciuto a piedi nudi, sopra delle lenzuola asfaltate d’autunno.

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