Previsioni meteoropatiche due. (10/12-16/12).

Lunedì:

Andiamocene via, io e te/ma dove?/dove ti pare/ahahah tu sei pazzo/si lo sono” “ludo è sempre stata quella mmmm quella un po cosi no? cioè insomma quelle due sono veramente due disgraziate, meno male che ci sei tu che sei la mia figlia preferita” “che palle voglio l’estate/a chi lo dici/ma te non mi dai mai segnali/scriverti era un segnale/ah si? scrivermi mentre stai con la mia migliore amica?/te sei incasinata ed io di casini ne ho già troppi cioè.”
Consolati perchè il tuo lunedì non sarà mai peggio dei dialoghi di “Baby” (nuova serie tv Netflix) se poi ci aggiungiamo anche la fotografia e le scene da “soap opera” teen, per la teoria della comparazione, probabilmente non avrai mai più settimane orrende. Il primo giorno della settimana è meno brutto di tante altre cose, e questo è un punto di partenza.

Martedì:

Si è sempre troppo poco verginali per credere alla diceria che il peggio sia passato.
È L’11 dicembre e tutto sta per incominciare. Nelle giornate nuove non c’è niente di nuovo e anche la pizza a pranzo non entusiasma più, i programmi di un martedì finiscono sempre come un film già visto su un divano privo di errori morali. Si vive il giorno come una transizione necessaria che ci porterà a troncare la settimana a metà, per  ricondurci in bagno a svelare vizi nuovi  e segregare l’apatia nelle borse  sotto agli occhi. Il martedì infondo è solo una mezza stagione che non è mai esistita. 

 

Mercoledì:

Sono previste note dolenti e cene natalizie preorganizzate, all you can eat o fritto misto? È questa la scelta più gravosa delle settimana. I tuoi colleghi sorridono troppo e i passaggi notturni di ex partner non destabilizzeranno i terzi drink dai convenevoli e dalle dichiarazioni mai espresse. MERRY CHRISTMAS. Il destino è acidulo con le calze a rete e con le macchie di vino sulle camicie, si consiglia di munirsi di una proverbiale guida su come fare le foto di gruppo, perchè diciamoci la verità l’assetto squadra di calcio non convince più. 

Giovedì:

Nascondi un costume da bagno sotto una qualsiasi inevitabile presa a male, posiziona una virgola sulle labbra ed eclissa un succhiotto preadolescenziale nei porta monete, che tanto proprio come esse non servono a un cazzo, ma alla fine tornano sempre utili. Questi sono i tre capisaldi fondamentali per non farsi destabilizzare dall’eccessiva calca dei rientri. Ricorda che tutti hanno con sé le priorità delle 19 e una spesa da seguire. Con un dito scrivi un nome sul parabrezza umido, è l’unica cosa che l’acqua non cancellerà. Riscopriamo così l’importanza del giovedì come sessanta secondi di nostalgia in ventitré ore di eccessiva realtà.

Venerdì:

Rimarrai sempre male per qualcosa, e anche se non ti chiedi a cosa serviamo mangi lo stesso. Hai improvvisamente ragione però a credere nei venerdì pomeriggio come la netta distinzione tra vivere o morire. In questo modo dopo una giornata di sole la pioviggine ci riporterà allo stato primordiale delle cose e anche un bicchiere di rosso farà male come un parto o un dente caduto privo di monete. Le coscienze non risorgono mai, tanto vale berci su.

Sabato:

L’instabilità dei giudizi ci emargina nelle colazioni al letto, nella pelle poco idratata, nel pavimento freddo. Una cialda, dei croissant scongelati, un pompino e Mac DeMarco non scioglieranno i nodi delle luci di natale, per quelli bisogna munirsi di rassegnazione e scioglierli singolarmente. Il gruppo “capodanno 2018” ti ricorda che mancano 10 giorni a natale e tutto suona come una sentenza, tra qualche settimana smetterai di amalgamare la volatilità e i dubbi esistenziali con il pesto, le frustrazioni lavorative e i nei sospetti con i bastoncini findus, e i profili bloccati con la curiosità. Solito locale, solite facce, luminarie differenti. 

Domenica:

In una città come Milano la domenica altro non è che il giorno prima del lunedì. La ricerca di un regalo giusto sarà angosciante così come la frustrazione del troppo caldo all’interno dei negozi, delle file per i cessi, per le scale mobili, per il pranzo, per il cinema, per il tram, per il parcheggio, per il camerino, per la cassa, per il drink, per l’ascensore, per il biglietto, per le dediche, per i dischi e per tutte le cose condivisibili. Domenica sarà un giorno pari e puoi ancora scegliere di non alzarti mai.

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